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Comunicato stampa – FOCUS Mercoledì 14

Mercoledì 14 maggio

“Intelligenza artificiale sociale:

usare l’intelligenza artificiale per creare beni comuni digitali”

Con Vanni Rinaldi

Urban Digital Center

Ore 18

Comunicato stampa

Inizia ufficialmente il mese del Maggio Rodigino, festival alla sua ottava edizione che quest’anno tratterà il tema dell’intelligenza artificiale in contrapposizione a quella naturale.

Il progetto culturale, promosso e organizzato dalla Fondazione per lo sviluppo del Polesine, potrà offrire originali opportunità di conoscenza e confronto con autorevoli studiosi, in un ricco calendario di eventi a Rovigo dal 2 al 30 maggio tra conferenze, musica, teatro, mostre e proposte di enti culturali, associazioni e giovani talenti.

In questo terzo, grande appuntamento all’Urban Digital Center (Piazza Vittorio Emanuele II) alle ore 18 ci sarà la presentazione del libro “Intelligenza artificiale sociale: usare l’intelligenza artificiale per creare beni comuni digitali” con il suo autore, Vanni Rinaldi. A coordinare l’evento il professor Virgilio Santato. Si proporrà un PANEL di discussione sul tema dell’Intelligenza Artificiale Sociale, intesa come un modo di utilizzare la tecnologia che non consideri solamente le logiche del profitto del capitale ma metta in campo una interpretazione di senso diversa che tenga conto e crei valore dai valori etici delle persone. Un’intelligenza artificiale sociale che a partire dalla condivisone dei dati digitali, che sono nostri anche se ci vengono espropriati dalle Big Tech, porti alla costruzione di Intelligenze Artificiali che producano beni comuni per migliorare il benessere e la qualità della vita dei cittadini. Beni comuni che servano per la sostenibilità ambientale, la lotta alla povertà, la transizione energetica, una sanità di precisione che sia preventiva invece che solo curativa, una mobilità sostenibile, etc. Il testo di Rinaldi tratta proprio l’intelligenza artificiale nel sociale, di come potrebbe condurre l’essere umano a superare i suoi limiti cognitivi e biologici, con il rischio di creare un universo in cui l’intelligenza sia separata dalla consapevolezza e dalla umanità stessa. “Non siamo contro le tecnologie – commenta Rinaldi – ma vogliamo che siano anche a nostro favore, non solo per coloro che fanno i profitti”. Il pericolo immediato è che l’enorme potenza dell’IA sia di proprietà di poche persone mettendo a rischio la democrazia ed aumentando la disuguaglianza nel mondo, ma qualsiasi tecnologia produce effetti a partire dal modo in cui viene recepita nelle istituzioni e nella società. Per questo c’è bisogno di sottrarre i nostri dati digitali a chi li utilizza per il solo profitto e destinarli alla creazione di un Intelligenza Artificiale Sociale che serva a produrre beni comuni digitali per migliorare il benessere delle persone. “L’altruismo dei dati”, che è stato recentemente introdotto dalle leggi europee, ha messo a nostra disposizione un’arma efficace per sottrarci al controllo dei Giganti del web e liberare la tecnologia dell’IA usandola a nostro vantaggio.

La dichiarazione estesa:

Rinaldi: “L’idea del mio libro nasce da due questioni: la prima nel 2009/10 dopo la crisi di Wallstreet e i cambiamenti dell’economia mondiale, quando è emerso sempre di più il potere e il rilievo delle nuove tecnologie. A quel tempo lavoravo per la Lega delle cooperative, ho partecipato a una ricerca che abbiamo fatto all’Università Luiss con il professor Sebastiano Maffettone sulle piattaforme digitali. La ricerca era destinata ai giovani della Luiss, alla fine uscì un manifesto dal titolo “Utenti del web, unitevi!” con una proposta che facesse da filo conduttore tra chi accettava completamente la tecnologia e coloro che la rifiutavano in pieno. Proponevamo di fare una cosa innovativa e conosciuta, mettersi insieme tramite modello cooperativo e unire i dati per contrastare lo strapotere delle piattaforme. Non siamo contro le tecnologie, ma vogliamo che siano anche a nostro favore, non solo per coloro che fanno i profitti.

La seconda nel 2018, quando partecipai ad una start up che lanciò un’App, Weople, che proponeva quello che c’era nel manifesto. Partendo da una legge europea sulla privacy che dà la possibilità ai cittadini europei di avere una copia dei loro dati dalle piattaforme, proponemmo una cosa molto innovativa, cioè dare mandato di richiedere alle piattaforme in nome della legge europea una copia dei loro dati, il che li metteva in sicurezza come fosse un conto corrente, poi consentiva agli utenti di poter negoziare con le piattaforme per trarre un vantaggio economico. L’App è stata pubblicata nel 2019, avevamo 40mila utenti in pochi mesi, sembravano pochi ma crearono molte preoccupazioni, tant’è che le piattaforme social riuscirono a fermare l’App tramite ricorsi.

Le macchine sono sempre più in grado di raggiungere un obiettivo da sole, si stanno autoprogrammando. La vera preoccupazione è che noi corriamo il rischio di non sapere qual è l’output, come arriveranno a raggiungere il limite che gli abbiamo dato. I dati sono elementi essenziali, nel libro propongo di immetterli insieme e produrre un’IA che risponda ai nostri bisogni, sono etiche nel momento in cui siamo noi che le alimentiamo”.

Il relatore:

Vanni Rinaldi è un giornalista che ha lavorato per i principali settimanali e quotidiani nazionali. Per il movimento cooperativo italiano si è occupato per oltre 35 anni di transizione energetica e transizione digitale, ricoprendo diversi incarichi a livello nazionale e internazionale. Ha contribuito a fondare e dirigere diverse imprese innovative nel mondo della telefonia mobile, di internet e dei Big Data. Nel 2000 ha fondato e diretto Cooplink la prima internet company del movimento cooperativo italiano con cui ha partecipato al lancio del dominio di primo livello di Internet “.COOP”. Successivamente ha collaborato alla nascita dell’operatore telefonico mobile virtuale Coop Voce. Nel 2018 è stato presidente della start up Hoda che ha lanciato Weople, la prima App per l’autogestione dei dati digitali. Nel 1994 ha pubblicato il libro: Che cos’è l’Economia Sociale: il caso italiano. Nel 2013 ha scritto il manifesto di “Cooperative Commons” per un uso etico e democratico delle tecnologie digitali. Nel 2019 ha pubblicato “Dalle Coop alle Co-App, per una condivisione etica dei Big Data”. Il suo ultimo libro in uscita a gennaio 2025 con l’editore Rubbettino si intitola “Intelligenza Artificiale Sociale: usare l’IA per produrre beni comuni digitali”.

Giacomo Baratella /// Ufficio Stampa

Mail: maggiorodigino@gmail.com

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