Sabato 10 maggio
“Intelligenza artificiale e salute”
Con Eugenio Santoro
Palazzo Roncale
Ore 10

Comunicato stampa
Inizia ufficialmente il mese del Maggio Rodigino, festival alla sua ottava edizione che quest’anno tratterà il tema dell’intelligenza artificiale in contrapposizione a quella naturale.
Il progetto culturale, promosso e organizzato dalla Fondazione per lo sviluppo del Polesine, potrà offrire originali opportunità di conoscenza e confronto con autorevoli studiosi, in un ricco calendario di eventi a Rovigo dal 2 al 30 maggio tra conferenze, musica, teatro, mostre e proposte di enti culturali, associazioni e giovani talenti.
In questo secondo appuntamento, presso la Sala degli arazzi di Palazzo Roncale alle 10, sarà con il relatore Eugenio Santoro, ricercatore esperto di digital health. Lavora all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS dove oggi dirige l’Unità per la ricerca in sanità digitale e terapie digitali. A moderare l’evento sarà l’endocrinologa Michela Armigliato, della Casa di cura Città di Rovigo.
Il tema affrontato sarà l’intelligenza artificiale in campo medico, e ai suoi notevoli progressi, con lo sviluppo di strumenti diagnostici, predittivi e di supporto alle decisioni, con prove scientifiche che ne confermano l’efficacia e la sicurezza. Inoltre, di come l’intelligenza artificiale generativa abbia messo a disposizione degli operatori sanitari e dei cittadini potenti strumenti, con numerose potenzialità che meritano di essere esplorate e testate in contesti reali. “le nuove tecnologie fanno passi da gigante anno dopo anno, è innegabile – commenta Santoro – soprattutto nel campo medico e della salute, in cui tendono ad imporsi. Rispetto al passato sono cambiate due cose: la velocità con cui queste tecnologie sono rese disponibili e la meno scontata, ovvero che chi produce questi strumenti sa che se non vengono validati è difficile proporli come soluzione sul mercato”. Tuttavia, un uso poco consapevole dell’intelligenza artificiale può comportare dei rischi e generare problematiche. Tra queste, la possibile mancanza di rappresentatività delle popolazioni utilizzate per addestrare i sistemi, che potrebbe portare a suggerimenti errati. Altri aspetti critici riguardano la metodologia (che talvolta non è abbastanza rigorosa) per la validazione scientifica, e la limitata conoscenza dell’intelligenza artificiale tra i medici, che potrebbe ostacolare il suo utilizzo. Ci sono questioni etiche e normative che, se non affrontate adeguatamente, potrebbero comprometterne le potenzialità e la diffusione. “In questo momento c’è una regolamentazione diversa tra Stati Uniti ed Europa in fatto di AI – continua Santoro – anche in ambito medico/sanitario e clinico, le regole sono più permissive in America rispetto all’Europa che si tutela maggiormente, ma c’è il rischio che una deregolamentazione americana, che insieme a migliaia di licenziamenti crea dei seri danni ai cittadini”.
La dichiarazione estesa:
“Le nuove tecnologie fanno passi da gigante anno dopo anno, è innegabile, soprattutto nel campo medico e della salute, in cui tendono ad imporsi. Rispetto al passato sono cambiate due cose, la velocità con cui queste tecnologie sono rese disponibili e la meno scontata, ovvero che chi produce questi strumenti sa che se non vengono validati è difficile proporli come soluzione sul mercato. Prendendo ad esempio terapie digitali e tecnologia indossabile, se all’inizio erano proposti al cittadino come semplice novità tecnologica, oggi chi vuole introdurli ha capito che bisogna fare ricerca clinica. Cioè non solo che siano sicuri, ma più efficaci. È cambiata la cultura della ricerca scientifica.
Se parliamo di AI che seguono la regolamentazione sono più i benefici dei rischi, poiché sono stati misurati e immessi sul mercato solo quelli con un rischio basso, non verrebbero inseriti se non ci fosse una garanzia. Per quanto riguarda l’impiego dell’intelligenza artificiale generativa come soluzione di ogni problema sono più i rischi perché non sono stati ancora studiati in maniera approfondita tutti gli aspetti e i dettagli, quindi cittadini e pazienti che scelgono questa soluzione devono sapere che è a loro rischio e pericolo.
In questo momento c’è una regolamentazione diversa tra Stati Uniti ed Europa in fatto di AI, anche in ambito medico/sanitario e clinico, le regole sono più permissive in America rispetto all’Europa che si tutela maggiormente, quello che sta accadendo è che il rischio della deregolamentazione americana crei dei seri danni; per fare un esempio, sono state licenziate 20mila persone e l’unico risultato è ritrovarsi a svolgere lo stesso lavoro ma con meno persone a farlo, quindi far passare più farmaci approvandoli senza una maggior sicurezza e con meno regolamentazione. In futuro si potrà verificare un mutuo riconoscimento o avere due sistemi molto diversi”.
Il relatore:
Eugenio Santoro è un ricercatore esperto di digital health e lavora all’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” (IRCCS) dove oggi dirige l’Unità per la ricerca in sanità digitale e terapie digitali. Dal 2006 si occupa di social media, app, wearable, intelligenza artificiale e terapie digitali e del loro impatto sulla pratica clinica, sulla cura e sulla comunicazione della salute. Autore di oltre 300 articoli scientifici e 5 volumi, nel 2021 ha curato la voce “Digital Health” per la X Appendice dell’enciclopedia Treccani dedicata alle parole del XXI secolo. È membro del gruppo ICT di FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), del Comitato Tecnico Scientifico dell’Intergruppo Parlamentare su sanità digitale e terapie digitali, e del Gruppo di Lavoro “Valutazione di tecnologie di intelligenza artificiale in ambito sanitario e sociosanitario” istituito dalla Giunta Regionale della Regione Emilia-Romagna. È stato inoltre membro del gruppo di lavoro che per conto del Consiglio di Superiore di Sanità e del Ministero della Salute ha redatto il documento “I sistemi di intelligenza artificiale come strumento di supporto alla diagnostica”.
Giacomo Baratella /// Ufficio Stampa
Mail: maggiorodigino@gmail.com
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