VENEZZE MUSICA FESTIVAL, ARMONIA E SOLIDARIETA’ ALL’APERTURA DEL MAGGIO RODIGINO

ROVIGO, 6 maggio – «In diversi video girati in queste settimane – ha esordito il presidente del Conservatorio “Venezze” Fiorenzo Scaranello – ci sono ragazzi che suonano un violino, un pianoforte o un violoncello, sulle macerie. Facciamo sì che il nostro pensiero li accompagni, nella musica che suonano, nonostante la guerra». Il primo pensiero della quinta edizione del Maggio Rodigino, giovedì sera nell’apertura del Venezze Musica Festival con il concerto del Venezze Saxophone Quartet, è andato dai giovani musicisti sul palco dell’auditorium “Tamburini” alla situazione che vivono altri giovani musicisti, sotto i bombardamenti della guerra in Ucraina.
Così, prima delle note del quartetto di sax formato da Marco Brusaferro (sax soprano), Nicola Cecchetto (sax contralto), Giacomo Semenzato (sax tenore) e Jacopo Borin (sax baritono), accompagnati per l’occasione dal percussionista Alberto Zongaro, ha risuonato l’armonia della solidarietà nell’auditorium del Conservatorio “Venezze”, scelto – a differenza di piazza Vittorio Emanuele II – per il primo dei quattro eventi in cartellone fino a domenica, dopo che nel pomeriggio era arrivata la pioggia a Rovigo.
Se la gioia della musica arriva anche dove c’è la guerra, certo non si ferma con la pioggia. E così lo spettacolo di apertura del Venezze Musica Festival è stato «un percorso emozionale tra temi mitici della storia della musica», ha commentato l’assessore alla Cultura del Comune di Rovigo, Roberto Tovo, davanti al repertorio di brani e trascrizioni classiche, neoclassiche, barocche, pop e jazz, alle quali s’è aggiunto in prima assoluta il terzo movimento dall’inedita suite “Amunì” di Antonio Ministeri, ulteriore risorsa dal Conservatorio “Venezze”, che grazie ai talenti coltivati dal lavoro costante condiviso con i docenti, s’è affermato come caposaldo nella diffusione della cultura in città, dove la rarità è trovare eventi in cui i giovani musicisti del “Venezze” non siano protagonisti.
Con il Venezze Saxophone Quartet, formatosi al conservatorio rodigino alla scuola di saxofono classico di Fabio Petretti, nel concerto in auditorium si sono esplorate tutte le potenzialità e le timbriche di uno strumento che ha tutto per risvegliare le emozioni. In particolare quando la tecnica e l’intensità dei musicisti può spaziare tra i temi di Mission impossible e James Bond, la Suite Hellenique di Iturralde, la Fuga Bwv 578 di Bach, brani di Singelée e Piazzolla (Libertango), Paul McCartney (Yesterday) e John Lennon (Imagine), Gershwin (Un americano a Parigi) e Morricone (L’estasi dell’oro, da “Il buono, il brutto e il cattivo”). Ed è stato così un risveglio di emozioni, nella primavera della cultura a Rovigo, a ritmo di quartetto di sax.

foto: da sinistra Marco Brusaferro (sax soprano), Nicola Cecchetto (sax contralto), Giacomo Semenzato (sax tenore) e Jacopo Borin (sax baritono), con il percussionista Alberto Zongaro. Nella foto verticale, il presidente del Conservatorio “Venezze” Fiorenzo Scaranello. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.